LA COMMEDIA AI TEMPI DI CONTE

Come sopravvivere al proprio compagno; un imprenditore in questo paese di folli, durante l'ennesimo lockdown.

Folli voi, diventato folle lui...a breve farò la stessa fine io.

Provare a lavorare in questo paese è diventato da matti, a saperlo prima provavo ad entrare alle poste.

Ancora più da matti, è vivere con un compagno che per lavorare in questo periodo passa tra tunnel, labirinti, fa salti carpiati, trasformandosi in un anaconda, una scimmia, un pipistrello, diventando Hulk e probabilmente anche Godzilla.


Chiamate che iniziano alle 8 e finiscono il giorno dopo, forse.

Svegliarsi con le bestemmie; nei confronti di un armadio, una sedia, addirittura una pentola e quando, all'ennesima chiamata senti urla sguaiate nei confronti di quel povero telefono e provi a fare quella terribile domanda, che dovevi sapere di non dover fare: " ma chi era?" diventa un mutaforma, e ti risponde: "fatti i cazzi tuoi" il tutto come se fosse la normalità, perché in questa situazione, mi chiedo: "ma qual'è la normalità? "

Più probabilmente ha la sindrome di Tuorette, mai diagnosticata o arrivata alla fine del primo lockdown? o si è giocato definitivamente il cervello?.

Ed io che alle poste non lavoro e sto provando ad inventarmi la qualunque pur di continuare a lavorare chiedendomi se sopravviverò ad un'altro lockdown.

Ancora sorrido; per quella commedia, che spero non finisca in tragedia ai tempi di Conte.


NON SVEGLIARE IL CAN CHE DORME


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